LOCALITA’ ARENOSOLA:

PERIODO ORIENTALEGGIANTE

La località Arenosola è sita a circa 10 km a Sud-Ovest dall’abitato di Battipaglia, a 2 km dal mare ed a 3 km dalla riva destra del Sele.

In questa zona, e precisamente nel fondo “Lazzaretto”, furono condotte, tra il 1929 e il 1981, campagne di scavo che portarono alla luce circa 104 tombe.

Le sepolture più antiche sono databili al c. d. “Periodo Orientalizzante” (VIII- VI sec. a.C.), quelle più recenti, ad epoca lucana (IV- III sec. a.C.).

In ambito archeologico con la definizione di “orientalizzante” si intende convenzionalmente una tipologia artistica diffusasi tanto in Etruria che nel resto del Mediterraneo tra l’VIII e il VII sec. a.C.

In particolare si indica il periodo dell’arte greca, che segue quello geometrico ed è caratterizzato da una fortissima influenza orientale, evidente nella moltitudine degli oggetti importati dall’Oriente e poi localmente imitati e nei motivi orientali che penetrano in ogni manifestazione dell’arte greca dalla toreutica alla ceramica.

Si parla di arte o. non solo per la Grecia continentale e per le isole, ma anche per le colonie greche d’Italia, per l’Etruria, la valle Padana, la zona atestina e picena.

I ricchi sepolcri dell’Arenosola, rivelano una promiscua influenza esercitata da Fenici, Greci ed Etruschi sul vetusto strato indigeno opico – siculo, discendente dalle popolazioni del neolitico e del periodo del bronzo. Tale cultura rispecchia la civiltà del ferro nell’agro picentino.

INFLUENZA ETRUSCA

La necropoli dell’Arenosola testimonia una vita ricca ed evoluta di genti stanziatesi nei pressi del fiume Sele che costituiva una delle vie commerciali e di comunicazione più importanti della Campania antica.

La zona, infatti, era posta in un punto strategico che legava Poseidonia (Paestum) all’etrusca Pontecagnano.

La necropoli di Arenosola, insieme a Pontecagnano, offre una testimonianza significativa della cultura orientalizzante, frutto dei rapporti con il mondo etrusco.

Le tombe, inquadrabili tra la fine dell’VIII e il VII sec. a.C., erano costituite da una fossa rettangolare rivestita di ciottoli in cui il defunto era deposto abbigliato e ornato di una serie di oggetti metallici, quali fibule, armille, anelli e numerose cuppelle applicate alle vesti. Nelle tombe maschili sono presenti armi e spiedi. Accanto ai vasi di impasto decorati con incisioni, si trovano numerosi vasi di argilla figulina, la maggior parte dei quali caratterizzata da decorazioni lineari scure. Le tombe presentano qualche analogia con quelle  scoperte in Etruria, anche se ne differenziano nettamente per la prevalenza del tipico vasellame indigeno d’impasto e di argilla figurina con ornati dipinti sui materiali importati: ceramica corinzia, vasellame di bucchero leggero, oggetti ornamentali greco – orientali ed etruschi.

Di certo si conosce l’esistenza di una colonia etrusca a Fuorni e di una a Pontecagnano mentre manca documentazione di un altro insediamento nei pressi dell’Arenosola la cui necropoli ne testimonierebbe la presenza.

Difatti la necropoli di Arenosola farebbe quindi supporre l’esistenza di una cittadina o grosso villaggio nelle immediate vicinanze che era dedito principalmente al commercio con la vicina fattoria commerciale greca, purtroppo mancano fondazioni di edifici e prove storiografiche sull’esistenza di essa mentre sulla riva opposta il complesso dell’Heraion testimonia l’intensa attività ellenica della riva sinistra.

PERIODO LUCANO

Nella necropoli dell’Arenosola i seppellimenti del periodo lucano (IV – III sec. a. C.) sono in minor numero rispetto a quelli del periodo orientaleggiante (VII – VI sec. a. C.) e malgrado la diversa antichità delle tombe, nessuna separazione topografica è stata riscontrata tra i sepolcri arcaici, a fossa e quelli più recenti, a cassa: questi ultimi si ritrovarono spesso accostati, mai però sovrapposti ai primi, ma sempre nello strato superficiale (m.0,50 – 0,80), mentre in quello più profondo (m. 1,30m – 1,60) furono trovati soltanto seppellimenti arcaici. Evidentemente nella necropoli si erano via via succedute dal periodo orientaleggiante al lucano, forse anche senza alcuna soluzione di continuità cronologica.

Le varie sepolture erano collocate nel terreno a distanza diversa, l’una dall’altra e senza una disposizione prestabilita: alcune orientate da nord a sud, moltissime altre da est a ovest: alcune sovrapposte, altre simmetricamente accostate.

L’irregolare disposizione delle tombe è comune in tutte le necropoli dell’età del ferro, sia nell’agro picentino che nel territorio dell’antica Lucania; e, del resto sovrapposizioni di sepolcri nello stesso luogo sono state frequentemente riscontrate anche in Grecia.

Qualche volta, però la stretta associazione tra due tombe, regolarmente sovrapposte o accostate l’unaall’altra, sembra piuttosto intenzionale e lascia pensare a una coppia di di tombe di congiunti, anche se non si può affermare nulla in proposito con sicurezza.

E’ da rilevare un caso interessante nella necropoli dell’Arenosola: la presenza cioè, di un gruppo di tombe, ben distinto da muretti di recinzione, a secco: il che indica che talvolta, per accogliere diverse deposizioni successive e proprie di una determinata famiglia, nelle necropoli erano sistemate aree collettive, garantite da queste rozze costruzioni in muratura.

Nessuna stele indicava esternamente il luogo delle varie tombe, ma la tomba era segnalata dal cumulo soprastante alle cosiddette “tombe a pietra”.

C’è da dire che nell’uso della tipica tomba lucana a cassa ci sia una decisiva influenza etrusca, non confermata, difatti la tomba lucana non raggiunse mai lo sviluppo della vera e propria tomba a camera, come era in Etruria: essa rimase invece legata al suo modello, derivato dal tipo arcaicissimo di tomba a fossa semplice, di cui perfezionò soltanto il sistema protettivo, che fu prima costituito dal rivestimento delle pareti con muretti a secco, poi da una serie di blocchetti di calcare locale con una copertura a spiovente triangolare talora di lastre di terracotta (Fratte) e quindi dalla disposizione di grandi lastre una per lato in modo da formare una cassa.